Roma caput mundi, Roma papale, Roma Città Eterna.
Secoli, anzi, millenni di storia le cui testimonianze materiali di civiltà affiorano ancora oggi in ogni zona dell’attuale metropoli, seppur mescolati, immobili e altèri, ai moderni riflessi della sfuggente e irrequieta contemporaneità. Della grandezza del nome di Roma erano consapevoli tanto gli imperatori - di epoca romana e medievale - quanto i papi e le magistrature comunali; queste ultime, in particolare, sono sempre state pronte a difendere strenuamente i propri diritti e le prerogative acquisite nei secoli - le cosiddette libertates cittadine - ben consapevoli e determinate, all’occorrenza, a scontrarsi apertamente con il pontefice, vicario di Cristo in terra, signore di Roma e capo indiscusso di una Chiesa anch’essa romana. Ma al di là delle complesse e intricatissime dinamiche della dialettica politica inerente la storia di Roma - dinamiche che, a partire dall’epoca altomedievale, coinvolsero anche forze estranee all’agone cittadino, come sovrani e imperatori - non si possono tralasciare i legami storico-culturali e ideali che uniscono, da secoli, le due sponde del Tevere: il Vaticano e il Campidoglio.
Un legame atavico, alimentato da un continuo connubio che trova il suo coronamento alla fine del secolo XV, sotto papa Sisto IV della Rovere, il grande mecenate della Roma rinascimentale. È papa della Rovere che nel 1471 fonda i Musei Capitolini donando la Lupa bronzea e altri tesori archeologici alla città di Roma, facendo collocare quei preziosi reperti nel Palazzo dei Conservatori in Campidoglio. È lo stesso papa della Rovere che quattro anni dopo (nel 1475) apre alla «pubblica utilità» la Biblioteca Apostolica Vaticana, all’interno della quale istituisce la cosiddetta Bibliotheca secreta, che contiene materiale archivistico di particolare pregio e interesse (registri dei papi, diplomi imperiali, privilegi pontifici, ecc.). È lo stesso Sisto IV che istituisce l’Archivio di Castel Sant’Angelo, ancora oggi tra i nuclei più preziosi e antichi dell’Archivio Segreto Vaticano!
Quale sede migliore perché l’Archivio Segreto dei papi si riveli al mondo? Le prestigiosissime sale del Palazzo dei Conservatori, in certo modo anch’esse papali - come ha sottolineato il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone nella conferenza stampa di lancio della mostra Lux in arcana, tenutasi il 5 luglio 2011 presso la Sala Stampa Vaticana - costituiscono una cornice certamente adeguata al peso della storia che recano in sé i 100 documenti esposti. Arricchite dal sonoro silenzio dei meravigliosi affreschi raffiguranti i più significativi eventi del passato di Roma, rappresentano un mirabile monumento di storia civile nella città dei papi.
L’Archivio Segreto Vaticano, tra i più preziosi e rilevanti istituti di conservazione della memoria storica del mondo, si rivela così al centro della città di Roma, una città che è stata ed è ancora oggi, per certi versi, centro assoluto del mondo.
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