La Guardia Svizzera al servizio dei successori di s. Pietro


Nella seconda metà del ‘400 le virtù militari degli Svizzeri, considerati i migliori combattenti del tempo, erano ormai universalmente riconosciute. Del loro valore in battaglia si era già accorto lo storico romano Publio Cornelio Tacito, che li aveva definiti «un popolo di guerrieri, famoso per il valore dei suoi soldati».

Al pari degli altri sovrani europei, anche i pontefici, a partire da Sisto IV, avevano tentato di stipulare contratti con la Confederazione svizzera per la fornitura della loro invidiabile milizia: un traguardo raggiunto da papa Giulio II (1503-1513), che, da vescovo prima e da cardinale poi, aveva più volte apprezzato il valore dei soldati svizzeri. Uno dei primissimi atti del suo pontificato fu dunque l’avvio di trattative con la Confederazione per la stipula di una convenzione militare.

L’ambasciatore francese in Svizzera Antoine de Bassey, venuto a conoscenza delle intenzioni del papa, tentò in ogni modo di sabotare gli accordi. I negoziati tuttavia andarono a buon fine grazie alla mediazione del canonico svizzero e fidato servitore di Giulio II, Peter von Hertenstein, cui il papa aveva affidato le sorti della trattativa. Grazie alla sua abilità diplomatica egli riuscì a convincere gli Svizzeri che i soldati richiesti dal papa non sarebbero stati impiegati per la guerra, ma per la sicurezza personale del pontefice e la difesa della Santa Sede.

Ottenuta la disponibilità della Confederazione, von Hertenstein fu incaricato di organizzare una milizia da portare a Roma. Il 22 gennaio 1506 centocinquanta fanti giunsero nella città dei papi vestiti della sgargiante divisa loro fornita a spese del pontefice. La truppa era guidata dal suo comandante, il nobile Kaspar von Silenen, originario del cantone Uri, nipote del vescovo di Sitten e Grenoble, e veterano di guerra. In testa ai suoi, il comandante entrò in Piazza del Popolo e, attraverso Campo de’ Fiori, raggiunse Piazza S. Pietro, dove la milizia ricevette la benedizione apostolica. Nel 1510 Giulio II stipulò una nuova convenzione con la Confederazione svizzera per rendere effettivi i soldati addetti alla sua custodia. Il 5 luglio 1512, con la bolla Etsi Romanum pontificem, il pontefice conferì agli Svizzeri il titolo di «difensori della libertà della Chiesa». Il corpo militare della Guardia Svizzera diventava realtà.

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